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Serino PDF Stampa E-mail

Popolazione residente 7137
Densità per kmq.
Superficie 52,17 kmq.
Altitudine 415 m.s.l.m.
Santo Patrono San Francesco D'Assisi
Info Municipio, Piazza Cicarelli, 83028 Serino (AV),
tel./Fax 0825 594025 - 594296

http://www.comune.serino.av.it/

Bollettino meteo

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Castagneto

Un pò di storia
Secondo F. Scandone, storico dei comuni dell'Irpinia, il nome di Serino ha antichissime origini e deriverebbe dall'osco "sarino" che vuol dire "chiaro". L'appellativo veniva dato alle sorgenti d'acqua purissima che facevano singolare contrasto con il corso limaccioso del Sabato.Filippo Masucci, altro storico di Serino, diverge da questa etimologia ritenendo che Serino sia da collegare all'aggettivo "sereno" con riferimento alla limpidezza del suo cielo. Ma è molto più probabile che il nome Serino derivi da "sierra" intendendo con questo termine (derivante dal latino "sero" cioè "chiudo, serro") una chiostra, una chiusura, come quelle di Verteglia di Campolaspierto sulla strada che da Serino porta al monte Terminio (il monte prende il nome dal dio romano al quale era consacrato, perché faceva da confine, da termine tra due province dell'impero).
In epoca storica, le origini di Serino vanno ricercate nella misteriosa Sabatia ove abitava un popolo di origine sannitica "i sabatini" che, con ogni probabilità, verso la metà del secolo II a.c. trovarono rifugio nella zona ove attualmente sorge il centro urbano.

Da vedere

Il Castello Feudale
I resti del castello feudale si ergono sulla vetta di una collina verdeggiante, nei pressi della frazione "Canale". Circondato da bastioni, vi si accede tramite due porte ad arco, ritrovandosi in un ampio spiazzo con un tiglio secolare. Dell'antico maniero rimangono oggi la Cappella, l'Abbeveratoio ed il campanile.
Civita
Si trova in località "Ogliara", vicino al fiume Sabato a circa 11 Km da Serino. Alcuni storici ritengono che il "Castrum" risale all'epoca Sillana altri che l'origine della città sia da datarsi nel 410 d.C., quando il popolo dovette difendersi da Alarico, re dei Visigoti infine un'altra ipotesi è che l'edificazione risalga alla guerra civile nel principato longobardo di Benevento nel 839 d.C.
Il Castello d'Orano
Avamposto fortificato prima Romano poi Longobardo dal 1609 al 1850 proprietà della famiglia Rutoli che ampliò e restaurò la vecchia fortezza. Agli inizi del 900 fu un "Lazzaretto" finché il Dr. Antonio Rutoli non lo riportò alla forma primitiva.
Oratorio Pelosi
A Canale c'è un tesoro nascosto: l'Oratorio Pelosi; è un'antica cappella gentilizia costruita nel 1475 dalla famiglia Pelosi dedicata a San Vincenzo. E' uno dei rari esempi dello stile barocco esistente in Irpinia. Sulla porta principale c'è una statua del santo, il portone è in legno d'olivo, il pavimento, ben conservato è dipinto a mano. Di fronte alla porta c'è l'altare scolpito in legno d'orato. A destra e a sinistra il quadro di San Vincenzo, dipinto nel 1753 da Battista Rossi.
Monastero delle Clarisse
Don G. Chiarella lo fece costruire nel 1599. Le prime suore che vi dimorarono vennero dal Monastero della Consolazione di Napoli l'8 gennaio del 1608. La chiesa è in tardo barocco e contiene bellissimi affreschi con episodi del vecchio testamento. Un grande olio del Riocciardi (la maternità della madonna), datato 1715, ne impreziosisce il soffitto.
Chiesa del SS. Corpo di Cristo
Fu costruita nel 1550 dal sacerdote Viola della frazione Guanni. La chiesa con tre navate, era davvero maestosa. Le colonne erano adorne di fini intagli, tralci con grappoli d'uva. Al centro del soffitto della navata centrale c'era un bellissimo affresco rappresentante la Resurrezione di Cristo. La chiesa aveva dipinti di valore di Solimena, Guarini, Ricciardi. In foto la piazzetta con il vecchio campanile e la congrega.
Acquedotto di Napoli
L'imperatore Claudio tra il 54 e il 41 a.c. fece costruire un acquedotto che da Serino arrivava fino alla "Piscina Mirabile" presso Miseno (Na), dove i romani, per l'approviggionamento idrico della flotta militare, scavarono nel tufo della collina di Bacoli un grandioso serbatoio. Da Allora le acque sorgive di Serino hanno sempre servito Napoli. Il nuovo acquedotto, che fu costruito nel 1885 e ampliato nel 1924, utilizza le sorgenti Urciuoli, Pelosi, Acquara.


Come arrivare

Da Napoli (68Km)
• A1/E45 uscita Canosa sulla Caserta Roma
• A16/E482 direzione Avellino
• Uscita Avellino Ovest
• Bretelle A16/ss7bis
• E481 in direzione Salerno
• Uscita Sala, Serino
Da Avellino (8 Km)
• E481 direzione Salerno
Uscita Sala, Serino
Da Salerno (28Km)
• E481 direzione Avellino
Uscita Sala, Serino.


Economia
Serino paese operoso! Porta un po' dei prodotti serinesi a tavola: mille realtà ambientali e umane, tanti prodotti di pregio che meritano di essere conosciuti da un consumatore sempre più esigente. I prodotti di Serino sono l'orgoglio di una terra meravigliosa, il piacere della tradizione: una qualità garantita e controllata.
L’economia di tipo agro-pastorale, con coltivazioni tipiche del bosco e del sottobosco, vede impegnate le aziende locali nella trasformazione dei prodotti legati per lo più all'agricoltura e all'allevamento. Particolarmente apprezzati sono le castagne, esportate in tutto il mondo per la loro indiscussa bontà e i prodotti D.O.C. di caseifici e salumifici locali. La genuina ospitalità dei numerosi ristoranti del territorio e le recenti attività agrituristiche, che a Serino significano grandi spazi, passeggiate, galoppate a cavallo e degustazione di prodotti tipici sono garanzia per un turismo di qualità.


LA CASTAGNA: ESPERIENZA ED AMORE, FANNO LA DIFFERENZA!

È prodotta nell'alta Valle del Sabato, più precisamente nell'Agro di Serino, di 5. Lucia di Seri no, di Giffoni V P. Se ne producono circa 140.000 quintali annui. La castagna di Serino è composta da due cultivar: "Verdole" e "Montemarano". La varietà "Montemarano" ha frutti medio grossi. La forma è tendenzialmente emisferica. Il frutto grande e tondeggiante. Queste caratteristiche fanno si che sia molto richiesta dalle industrie per produrre marroni. La varietà "Verdole" ha una pezzatura inferiore alla "Montemarano" (60-85 castagne per kg.). La forma dei frutti e globosa, sviluppata in altezza.


Gastronomia

La cucina è caratterizzata dagli odori e sapori del luogo e si tramanda di generazione in generazione. I piatti tipici-primi piatti a base di pasta fatta a mano (gnocchi, fusilli, tagliatelle), rape e pata¬te, minestra di verdura "asciatizza", il pastiere, il pizzillo, la pizza con le erbe, la frittata con le "viticelle", ricotta, scamorze, caciocavallo, sono semplici e di sicuro successo e affondano le loro radici nella cultura agreste del territorio. I vini prodotti nella zona sono di ottima qualità anche se non D.O.C. come i più celebri vini irpini Greco di Tufo e Taurasi. I dolci più noti sono la pizza di castagne, il tronchetto, é crosta¬te, i cui principali ingredienti sono i frutti del bosco e del sottobosco.